La Costituzione della Repubblica italiana è entrata in vigore il 1° gennaio 1948. Gli artt. 1-2- 4- ci dicono che:
La Repubblica, fondata sul lavoro, riconosce il diritto al lavoro e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, richiedendo l’adempimento dei doveri “inderogabili” di solidarietà politica, economica e sociale.
Il lavoro è nient’altro che impegno e responsabilità… quando te ne danno l’opportunità.
Questo cappelletto, per arrivare al concetto di: solidarietà.
Il principio esiste, il criterio esiste, ma chiaramente la traduzione di ogni piccolo segno di solidarietà è sempre soggettiva.
Oggi, addirittura, ci vorrebbe una mappa di orientamento per capire, a chi e per chi o per cosa, è giusto manifestare la propria solidarietà.
Irrompono nella nostra società associazionismi di ogni tipo o categoria.
« Tutti uniti per lottare contro lo sfruttamento di ogni più piccolo sistema di produzione legale o illegale »
oppure:
« Tutti uniti per fermare l’estinzione…» di generi di animali, di cui neanche abbiamo mai sentito parlare.
Sia chiaro, tutto giusto e sacrosanto, ma uno potrebbe chiedersi, come mai nella mattanza di chi decide di documentare certe realtà, queste stesse non vengono mostrate nella loro interezza?
Strano però che per altre tutto sia così palese, così visibile, evidente, anche se senza soluzione.
A qualcuno, qualcosa, sarà dato capire prima o poi.
Fortuna che esiste ancora la categoria dei comici, noi abbiamo il nostro Grillo parlante.
In questo mondo abbiamo centinaia di migliaia di motivi, per mettere su dei movimenti di contestazione. Dallo sfruttamento alla corruzione, dall’imbarbarimento alla distruzione di massa, ce n’ è per tutti i gusti.
Fanon, teorico dei movimenti di liberazione dei popoli africani, psichiatra, si occupò di sociologia, di filosofia, per meglio comprendere il fine e non il mezzo, e per meglio aiutare il suo popolo, e non solo.
Frantz Fanon era un rivoluzionario.
Se dovessimo pensare ad un rivoluzionario che ci salvi, o meglio, che ci dia gli strumenti adatti per la ribellione: la conoscenza, noi chi avremmo come esempio?
Agnoletto e Casarini?
Meglio stapparsi una buona bottiglia, magari di uva nera di sangue di drago*, e pensare a quella parte di popolo, fatta di gente semplice, con radici nobili e coraggiose.
Libere “visioni” a tutti
Antonella Padulano
Film: Fritz Lang, Metropolis
Libro: Frantz Fanon, I dannati della terra
Mostra in corso: Rodchenko, la révolution dans l'oeil - www.mam.paris.fr